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Il fascino dell'imperfetto

Il fascino dell’imperfetto

Non resisto al fascino dei fiori che stanno sfiorendo e che presto diventeranno frutto, con le foglie “merlettate” dai bruchi e le erbacee che a fine stagione perdono la freschezza e il vigore e si accendono di gialli, rossi, marroni.

Credo nella bellezza del vintage, delle cose vissute e rovinate dal tempo, oggetti carichi di memoria che nutrono l’anima. Per questo utilizzo il vecchio fusto blu -che amo- con la sua vernice scrostata e la ruggine e mi diverto a riempirlo con piante di ogni tipo. E’ una grande emozione per me vederlo fiorire e sfiorire ogni anno, ghiacciarsi d’inverno e regalarmi frutti d’estate.

 

 

Lascio intatte le infiorescenze secche dell’aglio e della nigella, mi piace come emergono tra il verde.

Poco prima che sfioriscano, raccolgo le rose per metterle in un vasetto in casa, le trovo incredibilmente affascinanti.

 

 

 

Tra le mie passioni, c’è il recupero di vecchi vasi di cotto e di cemento, decorati dai muschi e dall’umidità, che, riempiti con le piante giuste, assumono una nobiltà decadente che cerco di ricreare con le mie composizioni.

“… il fascino è fenomeno imprendibile e certamente non ha nulla a che vedere né con la perfezione né con la bellezza” – Umberto Eco

E tu? Ami l’imperfetto? Hai una pianta del cuore che segna le stagioni? Condividi i tuoi pensieri con noi.