Chi Siamo

Benvenuti nel nostro cortile
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STORIA

Rospo fiori in vaso

La nostra passione viene da lontano, da prima di noi, dai nostri avi, vissuti tra i territori votati all’agricoltura della pianura padana veneta e il paradiso forestale della Sila. Sradicati dai propri paesi dalla mancanza di tutto del dopoguerra, si incontrano a Roma. Città in piena espansione che li allontana ma non li separa dalle tradizioni agricole, l’orticello piccolo ma in cui non manca niente c’è. Vietati gli sprechi, tutto quello che la terra offre a fronte di lavoro e fatica è sacro e non si può sprecare e anche se poco e non avanza mai niente condivisione e ospitalità sono d’obbligo. E lo spazio per un fiore si trova sempre: le violaciocche gialle di nonno Salvatore, la camomilla di nonna Carolina, le zinnie di nonna Maria e le rose di nonno Piero ce le ricordiamo tutti.

La situazione migliora, il benessere aumenta, l’orto e il giardino si fanno ricchi: begliuomini, salvia splendida, pomodori, zucchine, settembrini, biete, gerani e fucsie. Ma col benessere i guai, tutto sembra perduto quando le smanie di onnipotenza delle casalinghe che si contendono il titolo di regine degli appartamenti a colpi di battipanni riversando “il progresso” sopra le bietine fresche e le croccanti insalate fanno svanire il sogno dei primi, veri, orti urbani. Ma le passioni non muoiono e gli ortaggi si trasferiscono sui balconi ancora più rigogliosi e ghiotti e giù rimane la bellezza delle fioriture: rose, ortensie, violette.

 

E poi c’erano quei mille metri vicino casa, a est, a Marco Simone, al “campo” e li era orto: fave, piselli, pomodori, la vigna di malvasia bianca e il noce e i noccioli, il mandorlo, gli ulivi, il cachi retato e che soddisfazione “il nostro olio”, 20 litri di oro colato! Poi però su quel terreno costruiamo la nostra casa. E ci rimane un fazzolettino di terra, il noce non sopravvive alla brutale mozzatura delle radici per fare spazio alla rampa dei garage, ma rinasce, da solo, da un frutto caduto, lui che di frutti era stato sempre avaro, più bello di prima svetta orgoglioso sul fondo.

 

Anche se la terra rimasta è poca proseguiamo con la tradizione ma presto i fiori prima relegati a contorno si prendono la loro rivincita, arrivano timidi i piselli odorosi, le prime rose inglesi, le lavande e la peonia, le “erbacce”, i papaveri, la digitale, la nigella, le “vecchie” zinnie, le dalie e gli inimmaginabili girasoli giganti. E diventano i fiori i padroni, a fine estate è una foresta fitta e avventurosa, i bambini ci si immergono felici.

Le semine di tutto quello che ci capita per le mani: noccioli di nespolo di ciliegia e di albicocca, mandorle, grano, calicanto, biancospino, rose e la ricerca di semi sempre nuovi fanno moltiplicare  vasi e vasetti, ma lo spazio è poco e allora razionalizziamo per dare vita all’attività di famiglia.

Proprio qui cominciamo, dal nostro cortile, e speriamo di arrivare lontano.
Abbiamo studiato, abbiamo viaggiato, ci siamo preparati
e ora è tempo di condividere con voi le nostre passioni.

CAROLINA

Mamma, ingegnere, appassionata di tutte le piante

Semino, poto e faccio talee da quando ero bambina. Innamorata dei cottage garden e dell’approccio britannico al giardinaggio come naturale attività quotidiana. Non posso resistere dal raccogliere i semi di qualsiasi pianta incontro.

Amo tutte i fiori di campo, le rose e le erbe profumate. Amo le sagome degli arbusti spogli d’inverno, il silenzio rotto dal canto delle cicale nei paesaggi estivi arsi dal sole e le praterie sconfinate di graminacee che ondeggiano al vento. Amo le prospettive create dalle siepi formali e i viali di alberi in fiore.

Mi emozionano le linee pulite, il design ultramoderno e gli eccessi del barocco. Mi piacciono le forme e i materiali e amo immergermi nei mercatini di antiquariato alla ricerca del contenitore perfetto per le mie piante.

Mi emozionano...

Le linee pulite, il design ultramoderno e gli eccessi del barocco. Mi piacciono le forme e i materiali e amo immergermi nei mercatini di antiquariato alla ricerca del contenitore perfetto per le mie piante.

La sfida più grande...

Contenere la smania di coltivare e provare tutte le nuove varietà e tutti i nuovi colori, razionalizzare le fioriture e trovare le varietà più adatte e più resistenti, farle amare e fare emergere piante bellissime ma purtroppo sconosciute, fare crescere la passione degli italiani per il giardinaggio.

Il sogno più grande…

Che la coltivazione delle piante ornamentali ecologica e biologica sia considerata fondamentale nello sviluppo sostenibile di un futuro migliore.

MARA

Mamma, architetto, sempre alla ricerca di forme d'arte e architettura che diano emozioni

Ho avuto la fortuna di partecipare ad alcuni importanti lavori di progettazione del verde accanto all’architetto paesaggista Imerio Maffeis che mi ha regalato davvero tanto e mi ha mostrato come è coinvolgente la luce negli occhi di un professionista che svolge il suo lavoro con amore e dedizione dalla progettazione fino alla realizzazione e manutenzione incantandomi con il suo carisma unico.

Non è un caso se nei miei giardini un viale avrà un andamento lineare e continuo per far partecipare un dettaglio importante sul fondo o una stradina sarà sconnessa e discontinua e accompagnata da suoni di acqua e profumi di fiori che riportano alla mente periodi lontani, e il visitatore sarà invitato a fermarsi, ad alzare lo sguardo sorpreso su scorci di panorami fuggevoli che svaniscono quando il piede muove su un nuovo appoggio per fare spazio ad altre viste e altre sensazioni.

Mi piacciono...

I materiali e le texture, “odorare” i fiori ed apprezzarne le forme spesso incredibilmente geometriche, studiarne la luce che li caratterizza ad ogni ora del giorno, le piante più maestose che oggi si inseriscono e si sposano con le grandi architetture in un discorso di sostenibilità e risparmio energetico.

Nei miei lavori...

Ricerco il pittoresco e mi piace giocare, ricreare la magia della parallasse, esaltare i dettagli. Il visitatore è sempre centro e riferimento dello spazio progettato.

Ricerco...

Le forme dinamiche e una architettura narrativa e multisensoriale come hanno fatto il Piranesi, Le Corbusier e come fa Steven Holl.

TEAM

Amici e la nostra mascotte

mascotte

Salvatore, Elena, Filippo e Federica, i nostri figli, ci supportano e ci aiutano.

Salvatore, estroverso e sensibile cura tutti gli animali e gli insetti del cortile e sogna un giorno di guidare il trattore aziendale.

Elena, appassionata di semine, precisa e metodica, etichetta tutte le piante e si occupa delle decorazioni.

Filippo, chiacchierone ed estroverso cura le relazioni commerciali.

Federica, sorridente e testarda ama i fiori profumati. E’ addetta all’innaffiatura.

Colletta, aiutata da Salvatore a scendere dal cipresso di fronte casa dove era rimasta intrappolata, è diventata la gatta di casa. Affettuosa oltre misura è gelosa custode del nostro cortile.